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Per il sollevamento di grandi e pesanti lamiere, negli impianti siderurgici vengono utilizzati magneti elettro permanenti. Il pratica le lamiere vengono "agganciate" con magneti permanenti di solito in neodimio di grandi dimensioni. Una volta che il carro ponte aggancia la lamiera questa rimane solidale al sistema anche in mancanza di corrente elettrica, sono i sistemi più sicuri.

 

 

C'è da chiedersi allora come avviene lo sgancio della lamiera. Attorno i magneti statici al neodimio sono avvolti un certo numero di solenoidi, se si fa passare una certa corrente nei solenoidi si genera un campo magnetico che si oppone a quello generato dai magneti statici annullando in questo modo "la presa" della lamiera. La presenza di corrente solo durante i brevi transitori di modifica dello stato di attivazione consente di ridurre notevolmente gli ingombri dei solenoidi e quindi il loro peso ovvero la dissipazione termica.

Relativamente all'esposizione ai campi magnetici si evince che durante la movimentazione il campo è solo statico ed è presente solo nelle immediate vicinanze i magneti (diminuisce come l'inverso del cubo della distanza), ovvero anche se dell'ordine dei 10000 Gauss a contatto già a 50 cm il campo statico "scende" a valori inferiori ai limiti definiti dalla raccomandazione europea per la popolazione. Gli addetti durante la movimentazione si collocano a distanza di sicurezza, ovvero non possono avvicinarsi alla lamiera sospesa per ovvi motivi (circa 3 metri).

Durante lo sgancio la corrente circolante nei solenoidi annulla in parte , per un istante, il campo statico dei magneti permanenti di conseguenza il campo totale , durante lo sgancio, tende a zero o quasi.

Si ritiene quindi il rischio da esposizione ai campi elettromagnetici "BASSO".

 

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