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I rifiuti come punto critico in Italia

  • Categoria: Chimica
  • Pubblicato: Lunedì, 09 Settembre 2019 00:00
  • Scritto da Debora Menegatti
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Il rifiuto può essere definito semplicemente come sostanza, prodotto o materiale derivante da svariate attività umane o da cicli naturali.

In linea in generale, possiamo distinguere due tipologie di RIFIUTI:

  • URBANI

Fanno parte di questa categoria i rifiuti domestici provenienti da locali e abitazioni, rifiuti provenienti dalla pulizia delle strade, rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche o nelle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e sulle rive dei corsi d’acqua, i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi.

  • SPECIALI

Fanno parte di questa categoria i rifiuti che si originano da cicli produttivi o attività di servizio (attività agricole, commerciali, di demolizione e costruzione, da lavorazioni industriali o artigianali ecc.).

La gestione del rifiuto, ha come obbiettivo quello di annullare e/o contenere gli impatti ambientali e sanitari, riducendo la produzione dei rifiuti stessi e potendo recuperare risorse dagli stessi.

Una corretta gestione del rifiuto, produrrà un ottimo ciclo di trattamento e smaltimento dello stesso.

Si definisce trattamento l’insieme dei processi fisici, termici, chimici, o biologici, inclusa la cernita, che modificano le caratteristiche dei rifiuti allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa e facilitarne il trasporto favorendone il recupero. Con il trattamento ed il selezionamento dei rifiuti è possibile ottenere rifiuti omogenei quali, il vetro, la carta, il cartone, le lattine, i contenitori in plastica, il legno, etc.

Questi rifiuti, selezionati per tipologia, uniti a quelli provenienti dalla raccolta differenziata vengono inviati a specifiche lavorazioni dalle quali è possibile ottenere materiali riutilizzabili, da reimmettere nel mercato. Ovviamente alcune tipologie di rifiuti sono combustibili e/o infiammabili. La frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata può essere inviata a specifici impianti (detti di compostaggio) che sfruttano una tecnologia biologica sfruttando un processo di bio-ossidazione trasformando il rifiuto “umido” in ammendante agricolo di qualità da utilizzare quale concime naturale.

Il problema degli incendi in Italia..

Visti i frequenti e diffusi incendi in impianti riguardanti i rifiuti, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha emanato il 15 marzo 2018 la Circolare ministeriale recante “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi”.

In relazione a ciò, il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi presenti nel suo impianto ed adottare tutte le misure preventive e protettive necessarie al fine di garantire la tutela del lavoratore secondo quanto previsto sia dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro sia dalle norme di prevenzione degli incendi.

I principali motivi per cui avvengono questi incendi sono:

  • fonti di innesco esterne;
  • fermentazione delle componenti organiche dei rifiuti.

L’aumento di tali eventi può essere attribuito a:

  • sistemi di controllo e sorveglianza non presenti negli impianti;
  • calo dei controlli sulla gestione;
  • sovraccarico della materia.

Di seguito si riporta, in cartina geografica, l'Italia, rappresentata da i più importanti incendi accaduti dal 2009 ad oggi a cura di Claudia Mannino - Già Deputato della XVII Legislatura - Federazione dei Verdi.  I colori indicano la tipologia di struttura ove è avvenuto l'incendio (discariche, aree abusive, aree di compostaggio ecc.).

   

"Il segreto per vincere è una gestione costante e attenta"

Tom Landry