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Campi elettromagnetici e cavalli

 Nelle aree adi­a­centi un elet­trodotto AT nelle nor­mali con­dizioni sono pre­senti val­ori non trascur­abili di campo elet­trico e di induzione mag­net­ica. Il campo elet­trico è sem­pre pre­sente in quanto non dipende dalla cor­rente che stà trasportando la linea ma solo dalla ten­sione che è sem­pre costante. In questo lavoro si è preso in con­sid­er­azione essen­zial­mente l’aspetto elet­trico in quanto i cav­alli, a causa delle loro dimen­sioni, ne risul­tano molto più sen­si­bili rispetto all’uomo. Il campo elet­trico nelle aree adi­a­centi un elet­trodotto può essere rap­p­re­sen­tato grafi­ca­mente come ripor­tato nella figura seguente :

Il campo elet­trico diminuisce in modo iper­bol­ico all’aumentare della dis­tanza dalla linea. I val­ori di campo elet­trico pos­sono rag­giun­gere anche i 600 V/​m nel punto di mas­simo avvic­i­na­mento. Rel­a­ti­va­mente al campo elet­trico i lim­iti di rifer­i­mento da non super­are per l’uomo risul­tano pari a 5000 V/​m, quindi nor­mal­mente non è un prob­lema dal nos­tro punto di vista.

Effetti sui cavalli

Come accen­nato in prece­denza il campo elet­trico non ha effetti gravi sul corpo umano. Il motivo è dovuto essen­zial­mente al fatto che l’uomo ha dimen­sioni con­tenute di con­seguenza non risente delle vari­azioni di campo elet­trico dello spazio. Non sono infatti i val­ori in asso­luto dei val­ori di campo elet­trico a pre­oc­cu­pare ma i val­ori in punti diversi dello spazio. Sup­poni­amo come esem­pio che sotto la linea del nos­tro elet­trodotto ci siano i seguenti val­ori di campo a 1,5 metri da terra . Nel nos­tro esem­pio l’uomo è sot­to­posto a una dif­ferenza di poten­ziale di solo 1 V (57−56 V/​m) e a val­ori asso­luti trascur­abili. Pos­si­amo immag­inare , sem­pli­f­i­cando di molto, che sulla testa del nos­tro umano ci sia col­le­gata una pila da 1 V.

 

 

Se invece con­sid­e­ri­amo un cav­allo di lunghezza pari a circa 2 metri otte­ni­amo che tra la testa e la coda è pre­sente una dif­ferenza di poten­ziale pari a circa 7 V (una pila da 7 V tra coda e testa).

 

 

La dif­ferenza di campo elet­trico (dif­ferenza di poten­ziale) può gener­are una cor­rente che attra­versa il corpo del cav­allo in fun­zione della resistenza elet­trica del cav­allo stesso.Si pre­cisa che oltre che a questo effetto ne sono pre­senti altri come per esem­pio una cor­rente verso terra attra­verso le gambe del cav­allo. In questo stu­dio si è presa in con­sid­er­azione quella più imme­di­ata e ritenuta più impor­tante. Purtroppo dopo una lunga ricerca non siamo stati in grado di trovare in let­ter­atura val­ori accu­rati della resistenza elet­trica media di un cav­allo. Con­sid­er­eremo per sem­plic­ità i val­ori accred­i­tati per l’uomo che in tutti i casi non dovreb­bero dis­costare molto da quelli di un cav­allo.A titolo cautel­a­tivo assumer­emo quindi come val­ore di resistenza un val­ore medio pari a Rcav­allo = 4000 Ω. La cor­rente la pos­si­amo sem­plice­mente cal­co­lare come la dif­ferenza di poten­ziale elet­trico diviso la resistenza. La soglia di percezione di una cor­rente a 50 Hz, che entra nella mano, è di circa 1 – 10 mA . La cor­rente mas­sima che può causare la con­trazione dei mus­coli flessori del brac­cio, ma che ancora per­me­tte al soggetto di lib­er­are la mano dalla fonte di cor­rente, è definito cor­rente «let-​go» e vale circa 15 mA per un uomo di 70 kg di peso. Una cor­rente che passi attra­verso il torace per una frazione di sec­ondo, può provo­care una fib­ril­lazione ven­tri­co­lare, ad amper­aggi di appena 60 – 100 mA. Se la cor­rente arriva al cuore per via diretta (p. es., tramite un catetere car­diaco o gli elet­trodi di un pace­maker), può pro­durre fib­ril­lazione anche avendo un’intensità molto più bassa (< 1 mA ). Uti­lizzer­emo questi rifer­i­menti per trarre le con­clu­sioni finali. Sono state effet­tuate alcune mis­ure di campo elet­trico nel recinto nor­mal­mente occu­pato dai cav­alli in area adi­a­cente l’elettrodotto. Le mis­ure sono state ese­guite a step di due metri ad un altezza di 1,5 metri da terra.

Dis­tanza dalla linea (m)

Campo elet­trico

V/​m

∆V

(V)

Cor­rente

( mA)

Effetti pre­senti

–2,0

56

86

22

Ele­vato

0,0

142

2,0

82

19

5

Per­cepito

4,0

63

6,0

59

2

0,5

Assenti

8,0

57

10,0

56

2

0,5

Assenti

12,0

54

14,0

50

2

0,5

Assenti

15,0

48

 

Con­clu­sioni

Lo stu­dio è stato com­mis­sion­ato con lo scopo di rispon­dere alla sem­plice domanda se una linea in alta ten­sione 132 kV poteva influen­zare la salute di un certo numero di cav­alli col­lo­cati nell’immediata vic­i­nanza della linea AT. I cav­alli ave­vano infatti perso appetito e il vet­eri­nario aveva riscon­trato dis­turbi anom­ali. A seguito dell’analisi effet­tuata non esaus­tiva ma intro­dut­tiva si è ril­e­vato che non si pos­sono esclud­ere effetti elet­trici nei cav­alli entro dis­tanze pari a circa 15 metri dall’asse della linea in alta ten­sione. Nel pre­sente stu­dio si sono uti­liz­zati para­metri defin­iti per l’uomo non essendo stato pos­si­bile reperire in let­ter­atura dati elettrici/​biologici sui cav­alli. Nelle zone in imme­di­ata vic­i­nanza la linea è prob­a­bile che le cor­renti gen­er­ate dalle dif­ferenze di campo elet­trico nello spazio (e non i val­ori asso­luti) siano dell’ordine della decina di mA a sec­onda di come si col­loca il cav­allo rispetto la linea (par­al­lelo, ortog­o­nale). Ovvi­a­mente il recinto dei cav­alli è stato spostato e di seguito i dis­turbi sono cessati.

 

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