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I flu­idi lubrore­frig­er­anti sono prodotti chimici molto dif­fusi ed imp­ie­gati nel set­tore metalmec­ca­nico. I prin­ci­pali rischi sono generati dal con­tatto con gli olii da taglio, gli agenti chimici peri­colosi, l’inquinamento microbico.

I flu­idi lubrore­frig­er­anti ven­gono usati nella lavo­razione dei met­alli prin­ci­pal­mente per ridurre l’attrito tra le super­fici e dis­perdere il calore prodotto dalle varie lavo­razioni meccaniche.

La pro­duzione di man­u­fatti tramite lavo­razioni mec­ca­niche per asportazione di tru­ci­olo com­porta un larghissimo impiego di olii lubrore­frig­er­anti, nor­mal­mente gli olii non ven­gono uti­liz­zati mai tal quali ma diluiti e addi­ti­vati con numerose sostanze chimiche nec­es­sarie per miglio­rare le prestazioni o la durata dell’olio stesso ma, pos­sono cos­ti­tuire, a loro volta, una nuova fonte di espo­sizione ad agenti chimici.

I macchi­nari che neces­si­tano di flu­idi lubrore­frig­er­anti sono, prin­ci­pal­mente quelli che effet­tuano asportazione mec­ca­nica di mate­ri­ale, alcuni esempi sono le ale­satrici, i torni, le fora­trici, le rettifiche.

In linea del tutto gen­erale gli oli e i flu­idi lubrore­frig­er­anti pos­sono essere interi o emul­sion­abili, in fun­zione della per­centuale di acqua nec­es­saria per l’impiego la quale con­tribuisce ad aumentare le pro­pri­età raf­fred­danti della miscela.

L’esposizione pro­fes­sion­ale ai FLR (Flu­idi lubrore­frig­er­anti) può avvenire in due modal­ità: inala­to­ria (se non è pre­vista o instal­lata una idonea aspi­razione) o cutanea (nei casi di con­tatto, sia diretto con l’olio, sia indi­retto con i par­ti­co­lari lavorati)

Un fat­tore da tenere mon­i­torato, indice di una pos­si­bile espo­sizione inala­to­ria ai FLR, sono le Neb­bie d’olio ovvero i vapori generati dalle alte tem­per­a­ture che si svilup­pano durante la rimozione di mate­ri­ale, ovvi­a­mente le neb­bie d’olio sono il primo step di val­u­tazione in quanto, Glob-​Tek è anche in grado di ottimiz­zare i para­metri di anal­isi ambi­en­tali sugli speci­fici prodotti usati da ogni azienda.

Questa pos­si­bil­ità per­me­tte di andare a ver­i­fi­care la pos­si­bile espo­sizione agli speci­fici com­po­nenti delle mis­cele di lubrore­frig­er­anti (oli e addit­tivi) e quindi ottimiz­zare anche gli even­tu­ali con­trolli medici e la scelta dei Dis­pos­i­tivi di pro­tezione individuale.

Si ripor­tano alcuni agenti chimici che sono stati indi­vid­uati da indagini chimiche svolte e che poten­zial­mente pos­sono essere pre­senti nell’ambiente di lavoro: idro­car­buri poli­ci­clici aro­matici (IPA), poli­clorob­ife­nili (PCB), met­alli (piombo, nichel, cromo ecc.), B (a) P (benzo, a – pirene) e nitrosam­mine, acido borico e/​o derivati del Boro.

Un altro fat­tore da non sot­to­va­l­utare per il quale Glob-​Tek può fornire un servizio di con­sulenza risiede nella val­u­tazione dell’esposizione al ris­chio bio­logico dovuto al pos­si­bile sviluppo di flora bat­ter­ica all’interno di vasche o sver­sa­menti di lubrore­frig­er­anti stagnanti.

Il ris­chio ad espo­sizioni a flore bat­teriche può causare patolo­gie res­pi­ra­to­rie, allergie, dermatiti.

In relazione alla pos­si­bil­ità che i FLR pos­sano essere fonte di espo­sizione a ris­chio bio­logico, è stata svolta una ricerca svolta dall’INAIL (Direzione Regionale Umbra — Con­sulenza Tec­nica Accer­ta­mento Rischi e Pre­ven­zione) e dall’Università degli Studi di Peru­gia (Dipar­ti­mento di Med­i­c­ina Sper­i­men­tale e Scienze Biochimiche, Sezione di Micro­bi­olo­gia) con cam­pi­ona­menti micro­bi­o­logici in 7 ditte del ter­ri­to­rio umbro.

I dati micro­bi­o­logici ottenuti con cam­pi­ona­menti attivi e pas­sivi evi­den­ziano che la pre­senza di olio da taglio pro­d­uca un sig­ni­fica­tivo aumento dell’inquinamento micro­bico totale, in par­ti­co­lare si è evi­den­zi­ato che nel 67% dei dati anal­iz­zati, in pre­senza di mac­chine che uti­liz­zano olio da taglio, la car­ica micro­bica totale è sig­ni­fica­ti­va­mente supe­ri­ore a quanto ril­e­vato negli uffici, inoltre la car­ica fung­ina media nella zona mac­chine con oli risulta essere mag­giore nella zona mac­chine con oli rispetto agli altri siti all’interno degli opifici.

Anche i cam­pi­ona­menti pas­sivi evi­den­ziano un mag­gior inquina­mento micro­bico nella zona pro­dut­tiva delle aziende: le cariche micro­biche totali nelle zone mac­chine con olio e senza olio super­ano infatti il val­ore soglia IMA(indice micro­bi­o­logico dell’aria), men­tre negli uffici tale val­ore non viene mai superato.

Si con­clude che per min­i­miz­zare il ris­chio di crescita bat­ter­ica nei FLR e lim­itare l’emissione di bioar­ea­sol nell’ambiente è nec­es­sario attuare nelle ditte mon­i­torate delle pro­ce­dure che richiedano una accu­rata pulizia dei ser­ba­toi durante il cam­bio dell’olio da taglio.