A proposito degli OGM


Sono completamente in disaccordo con quanto riferisce il Ministro De Girolamo sugli OGM.

Tutti gli esseri viventi vanno incontro a mutazioni genetiche continue e se oggi siamo diversi dall’uomo di Neanderthal di 100 mila anni fa è perché nuovi geni sono comparsi “spontaneamente” nel nostro DNA o geni preesistenti si sono modificati.

Quindi tutti gli esseri viventi, uomo, piante, animali, sono organismi che vengono geneticamente modificati dall’evoluzione naturale stessa, come sostiene il professor Umberto Veronesi.

Dire che l’Italia è OGM free è una pia illusione perché la soia che mangiano i nostri animali è prevalentemente OGM, altrimenti morirebbero di fame perché la soia non OGM non sarebbe sufficiente.

Di conseguenza anche i cittadini italiani stanno mangiando da tempo alimenti OGM.

Che le piante OGM siano più sicure di quelle tradizionali perché accuratamente controllate è la conclusione cui è giunto già nel 2001 anche il Commissario Europeo per la Ricerca Scientifica dopo aver condotto un’indagine per 15 anni in 400 istituti di ricerca europei con un investimento di 70 milioni di euro.

Il prodotto agricolo tradizionale invece non è controllato e non è vero che i cibi naturali non presentano rischi per la nostra salute. Già nel novembre 2003 la regione Lombardia dovette ordinare la distruzione del 20% del latte ivi prodotto perché contaminato da aflatossine, notoriamente cancerogene, ed oggi la situazione del latte tossico in Friuli Venezia Giulia è del tutto analoga.  Perché le aflatossine nel latte? Perché il mais naturale, un componente importante nella dieta degli animali da latte, può essere contaminato da un fungo parassita potenzialmente cancerogeno che produce micotossine, tra cui le aflatossine.

È dimostrato che il rischio aflatossine è molto alto nelle coltivazioni tradizionali e, invece molto basso nel mais Bt, una pianta OGM che ha acquisito un gene che conferisce resistenza alla piralide, un insetto parassita. In esso, le aflatossine risultano dunque assenti o ridotte a tracce. Per quanto riguarda il tanto paventato inquinamento genetico, sulla base di ricerche condotte in Europa, sono più che sufficienti in genere 25-50 metri di distanza dalle altre coltivazioni di mais.

Non va dimenticato che tutte le piante coltivate dall’uomo per produrre cibo e mangimi per animali non sono naturali ma sono il risultato di incroci e mutazioni. Si parla sempre del contributo degli OGM all’alimentazione ma ci si dimentica del loro prezioso supporto alla produzione di nuovi farmaci, ad esempio l’insulina, un tempo prodotta dal pancreas del maiale ma non perfettamente simile alla proteina umana quindi rigettata dai pazienti. Un batterio OGM è venuto in loro soccorso: nel colibacillo è stato introdotto un gene che codifica l’insulina, isolato a partire da cellule umane quindi assolutamente identica a quella secreta dalle cellule del pancreas umano e senza rischi.

Oggi i pazienti diabetici di tutto il mondo ne traggono enormi vantaggi. Come dice anche il professor Umberto Veronesi, la lotta agli OGM è spesso solo ideologica e infarcita di slogan privi di buonsenso. “La natura e i suoi equilibri non si toccano”, dicono. A questa stregua dovremmo allora accettare che i nostri figli siano colpiti dalla poliomielite perché questo è stato l’equilibrio della natura per migliaia di anni?

O dovremmo accettare le malformazioni congenite e le malattie genetiche senza cercare di prevenirle? C’è infine, in questa faccenda degli OGM, anche un problema filosofico, di libertà individuale: io vorrei alimentarmi con cibo geneticamente modificato perché lo ritengo migliore e più controllato. Ma in Italia non viene prodotto per cui siamo in una condizione di “proibizionismo” di fatto e la libertà individuale di scelta viene impedita. 

 

Prof. Umberto Tirelli Direttore Dipartimento di Oncologia Medica Istituto Nazionale Tumori di Aviano www.umbertotirelli.it