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"L’odore è la traduzione da parte del nostro sistema olfattivo della presenza di un composto chimico. Più nel dettaglio si può definire odore “una risposta soggettiva ad una stimolazione delle cellule olfattive presenti nella sede del naso, da parte di molecole "gassose”.

La percezione di un odore avviene secondo due canali ben distinti: quello fisiologico e quello psicologico, attivato da esperienze, ricordi, emozioni che ognuno di noi associa ad un determinato odore; proprio per questo motivo, infatti, la presenza di odori sconosciuti o sgradevoli, possono produrre reazioni di tipo fisico, generando anche reazioni a livello gastrico, salivare, cutaneo , nausee, mal di testa, ecc.

Un oggetto possiede un odore perché ha caratteristiche chimiche o microbiologiche particolari. Esistono diversi fattori che determinano l’odore più intenso di un oggetto rispetto ad un altro: ad esempio se l’oggetto disperde un maggior numero di particelle nell’aria, sarà anche maggiore il numero di particelle che arriva al naso; inoltre, un naso più sensibile ad una determinata sostanza chimica, percepirà la stessa in maniera più intensa.

Lo sviluppo della sensazione di odore è strettamente legato alla sostanza odorigena che lo causa, quindi alla sua specie chimica; esiste anche una relazione diretta tra la sostanza stessa e la sensazione odorosa che viene generata, ma gli effetti che ognuno di noi prova sono diversi e soggettivi. Questo perché, come detto in precedenza, la traduzione in odore avviene solo dopo che l’informazione attraversa le vie nervose e viene elaborata dal cervello, anche con parametri emozionali ed istintivi.

Buona parte delle sostanze chimiche, dotate di una certa volatilità, sono caratterizzate da un odore più o meno intenso e percettibile; la soglia olfattiva, ovvero la minima concentrazione di una sostanza che può essere percepita nell’aria, varia notevolmente da una sostanza ad un’altra.

I parametri che influenzano di più il potere odorigeno di una sostanza sono:

  • la tensione di vapore,
  • il peso molecolare (in genere inferiore a 300),
  • la capacità di diffondersi nelle mucose e cellule neurosensioriali.

Esistono classi di composti chimici che più di altri influenzano la capacità di emettere odori: sono odorigeni, ad esempio, i composti contenenti zolfo, azoto, e spesso alogeni come bromo e cloro, così come i composti con aldeidi, chetoni ed eteri.

Le caratteristiche che definiscono un odore sono le seguenti:

  • Tono edonico dell’odore (o sgradevolezza): è la sensazione che si ricava da un odore, ovvero la sua accettabilità.

  • Qualità: è la caratteristica che permette di identificare il tipo di odore (esempio “oleoso”, “piccante”, ecc.) ed offre la possibilità di classificarli.

  • Concentrazione: è la quantità di odore presente in un campione di aria. La concentrazione degli inquinanti gassosi (determinata mediante tecniche analitiche classiche), viene espressa in massa/volume (moli/volume o ppm) mentre quella determinata mediante analisi sensoriali (olfattometria) è espressa in OU/m3 (Unità Odorimetriche).

  • Intensità: è la proprietà che esprime il grado di intensità dell’odore e varia dal valore limite di percezione (soglia percettiva) fino alla soglia di irritazione.

Tono edonico, qualità e concentrazione influenzano quindi l'intensità percepita di un odore (e quindi il potenziale disturbo), anche se la risposta individuale è variabile.