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Prima la deflagrazione, poi la pioggia di detriti disseminati davanti all'ospedale e infine le fiamme che si innalzavano alte verso il cielo. Sono stati attimi drammatici quelli vissuti davanti al Naas General Hospital di Kildare, in Irlanda: un'ambulanza è esplosa uccidendo Christopher Byrne, un paziente 78enne, e ferendo due paramedici che hanno disperatamente tentato di salvargli la vita.

Giovedì, intorno alle 13.30, la tranquillità della cittadina irlandese è stata interrotta da un enorme boato. «Ho sentito uno scoppio e, quando ho guardato fuori dalla porta del pronto soccorso, ho visto un pennacchio di fumo fluttuare nell'aria – ha raccontato un testimone all'Irish Daily Mail – Un'ambulanza era diventata una palla di fuoco e diversi pezzi erano sparsi sull'asfalto. È stato spaventoso ed eravamo terrorizzati. Le porte dell'ambulanza erano aperte perché due paramedici avevano tentato di salvare l'uomo all'interno, ma non ci sono riusciti».

Rob Moore, che si trovava all'interno dell'ospedale, si è immediatamente precipitato in strada e ha iniziato a riprendere il mezzo in fiamme: «Non so che cosa sia accaduto, ma ho visto due paramedici che armeggiavano nel retro dell'ambulanza, uno era gravemente ustionato. È stato un vigile del fuoco fuori servizio a prendere la situazione in mano».

Quando le fiamme sono state spente, non è rimasto che accertare il decesso del paziente intrappolato all'interno dell'ambulanza. I due paramedici sono stati ricoverati: uno è stato già dimesso, mentre l'altro rimane sotto osservazione. «Ho incontrato la famiglia della vittima per porgere loro le mie condoglianze – ha detto Simon Harris, ministro della Salute - Volevo lodare gli sforzi incredibili fatti dal personale del Naas General Hospital in quella che è stata una giornata estremamente difficile e sconvolgente per il nostro servizio sanitario».

Adesso rimangono da accertare le cause dell'esplosione. «Per ora crediamo che la bombola di ossigeno abbia giocato un ruolo determinante in questa tragedia – ha detto Tony O’Brien, direttore generale della struttura - Mi dispiace dover dire che la morte del paziente sia stata una diretta conseguenza dello scoppio. Non sarebbe morto se le fiamme non lo avessero avvolto».   

Tratto da MSN del 23/09/2016

Sono incidenti che capitano spesso per esempio :

"Rho (Milano), 25 gennaio 2014 - Stava caricando una bombola di ossigeno sull'ambulanza, quando questa, per cause ancora al vaglio degli inquirenti (la polizia sta raccogliendo le prove), è esplosa. Ustionandolo gravemente all'addome. E' stato ricoverato all'ospedale Sacco di Milano un paramedico di 52 anni, dipendente della Croce Blu di Rho, e poi sarà poi trasferito al centro ustionati. L'esplosione è avvenuta questa mattina attorno alle 10 in via Grandi a Rho. L'uomo stava caricando la bombola quando questa è esplosa. Si indaga sul perché."

Ma cosa è successo ?

Una forte con­cen­trazione (> 25 %) di ossigeno può provo­care com­bus­tioni spon­ta­nee , può accel­er­are le com­bus­tioni già in atto e pro­durre esplo­sioni . Questo è vero anche per com­posti molto ric­chi di ossigeno come clo­rati , per­clo­rati dicro­mati , acqua ossi­genata , ecc. L’ossigeno puro infatti è un poten­tis­simo com­bu­rente ; ciò fa sì che, in pre­senza di atmos­fere pesan­te­mente sovra ossi­genate (oltre al 25%), basta un innesco anche blando per scatenare un incen­dio molto dif­fi­cile da domare.

Non solo, con la sovra ossi­ge­nazione abbi­amo un aumento della veloc­ità di com­bus­tione fino a giun­gere all’esplosione, allarga­mento del campo di infi­amma­bil­ità e dimin­uzione della tem­per­atura di ignizione; per esem­pio la tem­per­atura di ignizione della carta scende da 240°C a 180°C, quella del cotone da 250°C a 180°C e il PVC da 315°C a 200°C.

Quando si maneg­gia ossigeno puro com­presso, per evitare il ris­chio di com­bus­tioni o esplo­sioni, è nec­es­sario uti­liz­zare attrez­za­ture cosid­dette ossigeno com­pat­i­bili o pulite per ossigeno cioè pulite accu­rata­mente da ogni trac­cia di grassi e olii . Perdite di ossigeno da bom­bole si pos­sono strat­i­fi­care in basso essendo più pesante dell’aria ( raf­fred­da­mento dovuto alla fuo­rius­cita dalla bom­bola) cre­ando delle zone peri­colose in tombini, fosse e avval­la­menti. L’ossigeno è fra i com­po­nenti più aggres­sivi e tossici esistenti in natura. Tale sua carat­ter­is­tica deriva dalla sua insta­bil­ità che lo porta ad essere vio­len­te­mente ten­dente a legarsi a quasi tutti i composti.

Pre­cauzioni e con­sigli per l’uso sicuro dell’ossigeno

  • Con­trol­lare che non vi siano perdite nelle tubazioni e nei rac­cordi ed elim­inare subito le fughe. Quando l’Ossigeno esce da una bom­bola risulta più pesante dell’aria e può con­cen­trarsi nelle zone basse come fosse, cuni­coli, scant­i­nati, ecc.;
  • Pro­teggere le tubazioni flessibili ed i rac­cordi da strappi o schiacciamenti;
  • Fare eseguire i lavori di manuten­zione a per­son­ale esperto;
  • Chi­ud­ere dopo l’uso sem­pre il rubi­netto sulla bombola;
  • Le bom­bole devono essere sem­pre messe in un luogo pro­tetto in modo che non pos­sano cadere e pro­tette dagli urti;
  • Non usare alcun tipo di olio o di grasso sulle bom­bole e su tutti gli stru­menti che sono a con­tatto con l’ossigeno;
  • Le bom­bole di ossigeno non devono essere esposte a tem­per­a­ture elevate;
  • Non per­me­t­tere che si fumi vicino alle attrez­za­ture per la som­min­is­trazione di ossigeno e non usate l’ossigeno vicino a fiamme libere;
  • Aer­are i locali ove è pre­sente una alta con­cen­trazione di ossigeno;
  • Usare solo attrez­za­ture stu­di­ate e con­cepite per essere usate con l’ossigeno. Non tentare mai di adattare una qual­si­asi altra attrez­zatura che non sia costru­ita per questo uso;
  • Assi­cu­rat­evi che le sedi per la rubi­net­te­ria e le guarnizioni per l’ossigeno siano in buone con­dizioni, e real­iz­zate con mate­ri­ali com­pat­i­bili con l’uso dell’ossigeno (teflon ).