Sembra un paradosso ma cambiare l'aria in casa quando fuori c'è la nebbia o prelevarla e immetterla in un ufficio senza umidificarla si rischia di creare un ambiente troppo secco.

Vediamo il perché.

Quando fuori c'è la nebbia, per esempio con una temperatura di 5°C e un umidità relativa elevata come per esempio il 70% in un metro cubo di aria (miscela - aria vapore) ci sono circa quattro grammi di acqua. Ce ne poca perché quella in più è condensata. Cosa succede se facciamo entrare l'aria esterna in casa o in ufficio (tramite l'impianto di ventilazione) e poi la riscaldiamo per esempio a una temperatura di 22 °C ? Succede che l'umidità relativa in casa cala drasticamente perché di acqua in una miscela di aria fredda ce né poca;in questo diventa pari al 30 %, valore limite per avere effetti dovuti all'umidità troppo bassa. In certi casi si può raggiungere anche il 20%. Per spiegare questo basta osservare il seguente diagramma psicometrico riportato di seguito, ragionamento a titolo costante.

Questo è il motivo per cui inverno in certi ambienti (uffici, grandi centri commerciali, ospedali, cliniche) l'aria è molto secca. In questi casi l'aria viene prelevata dall'esterno e immessa all'interno riscaldata senza essere umidificata. Sempre la stessa aria se viene portata a 24 gradi (tipica temperatura di un ufficio statale) l'umidità scende a circa 25 %. L'aria troppo secca (< 30%) può creare problemi di asma, scariche elettrostatiche, bruciore degli occhi, problemi alla gola, ecc.