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Categoria: HACCP
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In Italia fino al 31 marzo 2020 è stato obbligatorio indicare in etichetta dai produttori su prodotti quali la pasta, il riso, il latte e la passata di pomodoro la provenienza della materia prima utilizzata, una indicazione chiave per permettere al consumatore di capire se il prodotto è made in Italy. Tutto questo è stato reso possibile grazie a dei “decreti Origine” fatti dal governo Italiano che ha di fatto reso attuativo l’obbligo di indicare la provenienza, visto che il regolamento 1169 del 2011 concedeva agli Stati membri dell’Unione Europea di ampliare i dettagli riportati in etichetta.

Magari a molti consumatori è sfuggita la notizia, ma dal 1° aprile del 2020 sono cambiare alcune regole relative alle etichette dei prodotti alimentari visto che è entrato in applicazione il Regolamento Europeo 775 del 2018.

Si tratta di un Regolamento che tratta un aspetto molto importante relativo all’applicazione dell’articolo 26, al paragrafo 3 del regolamento UE 1169/2011 che indica che solo in alcuni casi vige l’obbligo di indicare la provenienza della materia prima in etichetta.

Pertanto i ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, prima del 1° aprile 2020 hanno firmato il decreto ministeriale che ha prolungato i provvedimenti nazionali in vigore prorogando la loro scadenza al 31 dicembre 2021 pertanto rimarrà

l'obbligo di indicazione dell'origine del grano per la pasta di semola di grano duro, dell'origine del riso e del pomodoro nei prodotti trasformati.

Gli stessi ministri hanno dichiarato: "L'Italia si conferma all'avanguardia in Europa per la trasparenza delle informazioni al consumatore in etichetta.

Non possiamo pensare a passi indietro su questa materia e per questo abbiamo deciso di andare avanti. Diamo certezze alle imprese di tre settori chiave per l'agroalimentare italiano. Chiediamo anche all'Europa di fare scelte coraggiose nell'ambito del Green Deal e della strategia 'Farm to Fork', introducendo a livello europeo l'obbligo di indicare l'origine per tutti gli alimenti. Chiediamo ancora una volta alla Commissione di andare incontro anche alle richieste delle imprese, che oggi devono fronteggiare i danni da COVID-19, e di spostare di almeno un anno l'applicazione del regolamento 775. Una norma che non ci piace e alla quale oggi, con tante imprese che producono imballaggi chiuse in Europa, è difficile adeguarsi". 

 

 

COSA SI TROVA SULLE ETICHETTE ITALIANE

 


GRANO/PASTA

Il decreto grano/pasta prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:

  1. a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
    b) Paese di molitura: nome del Paese in cui il grano è stato macinato.
    Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE;
  2. c) se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: "Italia e altri Paesi UE e/o non UE".

RISO

Il provvedimento prevede che sull'etichetta del riso devono continuare a essere indicati:

a) "Paese di coltivazione del riso";
b) "Paese di lavorazione";
c) "Paese di confezionamento".

Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura "Origine del riso: Italia".
Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

 

POMODORO


Le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;
b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato.

Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura "Origine del pomodoro: Italia".


ORIGINE VISIBILE IN ETICHETTA


Le indicazioni sull'origine devono essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

 

 

Dr. Agr. Andrea Mantoan

Cell. 348-5483619

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